Come un sogno,
mi sei apparso quella notte...
Come un desiderio,
Speravo di portarti per sempre con me...
Ed ora...
.... come nella realtà
SEI MIO.
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Come un sogno,
![]() Regine d’amore Regine vorrei fossero tutte le donne consapevoli e sicure come querce ampie ed ombrose della propria forza flessuose e gentili con chi di loro abbisogna come fronda di salice l’acqua accarezza acute ed attente come aquile a scrutar dal cielo ogni vibrar dell’erba e come volpi astute nell’evitar l’inganno. Regine senza paura ché paura ogni virtù cancella. Regine d’amore che sanno loro cuor donare con infinita dolcezza ma senza mai obliar saggezza. Cecilia
postato da: mariamartina alle ore 10:55 |
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categoria:poesia, amore, regalitÃ
Amore,
Franco
amorosa emozione
rimpianti sottaciuti nuvole di cenere su braci ardenti non abbastanza di noi gioimmo non abbastanza per non aver potuto per non aver saputo ma l’alito d’un sorriso il palpito d’ un sole di zagare profumato dell’ala di un angelo forse l’ostacolo fronteggiato mano nella mano e di nuovo s’accendono i cuori e pulsa nel petto amorosa emozione Cecilia
![]() Struggente quella dolcezza
che nel cuore dilaga a mirare l’oro dei boschi e la fiamma anche se il cielo più rapido oscura nell’alternarsi perenne dei tempi mentre il passo in terriccio frusciante s’affonda e l’aroma si spande d’una fine che già nel profondo rinascite appronta e cercare sui rami spogliati delle ricche vestigia d’estate bacche rosse ed uccelli canori contro cieli di vetro opalino e cristalli sottili di gelo sull’erbe chinatesi ai fossi nelle fredde albe velate da nebbie e da fumi di case e sognare schiarata la stanza ove un ciocco tra pigne odorose conforta pacato le mani nostre un po’ stanche le nostre parole calde di sguardi e un amore che ancor si rinnova mentre pioggia di fuori con vento s’affanna mettendoci ancora alla prova. Cecilia
Gocce della tua anima Gocce della tua anima mi riscaldano il cuore, travolgendomi, lungo il vortice dell’amore. Tu anima che non possiedi confini, appaghi la mia essenza con dolcezza. Il mio cantico sublime arieggia nell’empireo e giunge a te, sfiorandoti. Le distanze sono inesistenti per il nostro amore infinito. Aspetti trepidante d’incrociare il mio sguardo che appaga la tua anima. Nei tuoi occhi mi ritrovo, e vibro nel pensare a, quando mi avvolgi tra le braccia. La notte illuminata dalla luna, è il nostro ricordo dolce, mentre le mani s’intrecciavano. La magia dell’amore coinvolge i nostri sensi, che attendono nuove inebrianti emozioni. © - “Nicoletta Perrone”
Amiamoci, Amiamoci Franco
![]() Chi è il poeta?
Un giocoliere di parole e immagini a stupire quanti nel quotidiano vivono solo colori spenti suoni smorzati nebbie di amori tediosi dolori? O chi si ribella e infrange gli specchi della realtà nota e lascia frammenti acuti ad aprire vane ferite a riflettere sguardi muti? O il vate che dall’alto del monte indica le grandi mete il padrone della fonte del vero del sapere colui che unico sa vedere? Scende il fiume alla valle il bimbo guarda l’acque lucenti gode ombre e bagliori boschi e prati ridenti. L’assiste il padre nel suo stupore gli addita un sasso una zolla un fiore. Piange un uomo sul greto scaglioso il fiume nel suo animo infuria vorticoso. Sente l’amico accanto profondo il suo tormento e con la cetra canta parole di dolore e note piane e lente a placare il suo cuore. Riflette il saggio sull’acque giù correnti e costruisce schemi di forze e di gradienti ma il riso d’una donna lo chiama al cielo puro al sole che rischiara un universo oscuro. Forse il poeta è chi attento al suo sentire a ognun sa dire come nel pianto e nel sorriso il senso della vita è bello ricercare e pur tra gli aspri sassi del lungo suo andare scorge gemme preziose e agli altri ognor le addita. Cecilia 1984
La trepidazione di rivederti, mi rende fragile ed imbarazzata. Le ore sembrano giorni, che trasformano il tempo nell’infinito, quasi etereo. L’anima vacilla in una clessidra di piacere e confusione, mentre la mente percorre pensieri ansiosi. Ti osservo da lontano, prima di salire in macchina. Un respiro profondo mi da coraggio, non so cosa mi aspetta. Cerco di pensare ad altro, non osservo le tue mani, arma di seduzione che m’invade. La forza del piacere mi trascina ugualmente lasciandomi nell’attesa di un attimo sublime. Mi chiedo cosa pensi nei tuoi grandi silenzi, nello sguardo perso nel vuoto, se io sono causa di tutto ciò. Sfiorandoti ti sento vicino, avverto il calore della tua anima, che attende di compenetrare i segreti più profondi della mia. Essere fragile, ti vedo piccolo davanti a me, come un bambino abbracciato alla madre, che cerca di emanargli l’affetto che non possiede confini. All’improvviso la ragione, ferma la passione, lasciandola sospesa, trepidante, incorporea…, regalando misteri immaginari, dando vigore ad un domani che non conosciamo, ma che ci travolge con pensieri erotici, nell’attesa di essere esplorati. Il tempo, l’attimo, tutto è determinato da un destino sconosciuto che ci appartiene.
© - "Nicoletta Perrone"
postato da: nicoleperrone alle ore 09:50 |
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categoria:amore, ricordi, emozioni
ARAZZI
![]() Per esperire i tuoi circuiti
ecco mio vivere
nel susseguirsi
di un sempre senza sosta
Lo spettro del mio senno
ti attraversa
Ignaro tu
occhi spenti nel vuoto
mi mostri il mare liscio
di sembianza
Ma gli spettri, si sa,
non hanno remore
e in quella pacatezza
vedo un panetto in lava
a lievitare
E c’è di tutto
in quelle gallerie che son fortezze
Pinacoteche di largo assortimento
Arazzi, affreschi
ondate di parole
tracciate dagli stormi
che fendono tramonti color seppia
scene di caccia
dame e cavalieri
sangue e gloria
su mari e terraferma
Vita della vita
morte della morte
Amore in bianco nero
che come un guscio d’uovo
protegge e incarta
il pregio nel suo interno
prima di palesarlo
in tutto il suo splendore
E nell'attesa
gli spettri
fan visita ai musei
Tu l'uomo onda, ed io battigia donna
In penombra, seduta allo scrittoio della stanza, assorta nei miei pensieri, sgorgano dall’anima che possiedo, fluenti parole, che sfiorano una carta bianchissima, imprimendola, illuminata dalle ombre misteriose create da un lume antico. Sento il ticchettio dell’orologio che segna l’ora tarda accompagnandomi dolcemente sulle note di una melodia rasserenante. Nella notte la mia anima si sprigiona, ed il pensiero giunge a te come un’onda dolce che t’intinge del mio amore. Osservo il fluttuare delle bianche tende ricamate, mentre la luna fa capolino a spiragli di luce, donandomi una visione misteriosa, surreale, di un Angelo che varca la soglia per sussurrarmi liete novelle. Il ricordo indelebile della tua dolcezza m’invade continuamente, riscaldandomi il cuore. Giungi a me, come un’onda tempestosa, prominente, forte, che vuole assolutamente inondarmi con la sua essenza, travolgendomi ed accarezzandomi nel grande vortice dell’amore. Nel tempo passato, non ho mai pensato a te, alla bellezza della tua anima, che ogni dì, mi dona un sentimento che non possiede confine. I tuoi gesti sono gocce salmastre che riempiono l’oceano del cuore, come fiori in un giardino di profumi meravigliosi, dove la magia dei colori risplende al tocco del sole. Sussurri costantemente stringendomi tra le braccia, anime attese da tanto tempo, destino che doveva compiersi, la compagna interminabile di tutta la vita, anche di quelle passate, e nei miei occhi rifletti ritrovandoti nella totale serenità, sentendomi forte dentro di te. Alzandomi dalla sedia indosso la vestaglia di seta, ma prima di spostarmi, allungo la mano per prendere il bicchiere che contiene un succo di mela posto accanto al mio taccuino. Giungo con passo andante l’uscio che mi conduce al terrazzo, dopo aver aperto con un semplice gesto le tende, guardo fuori. M’appoggio sulla balaustra con le braccia, mentre la brezza accarezza il viso e fa fluttuare i capelli. M’inebria il profumo di gelsomino, mentre poso lo sguardo sul mare, ove le onde riposano soavi e sfiorano la battigia del mio cuore. Sorseggio osservando questa prospettiva dinnanzi a me. Volo con le emozioni cantando una metafora che ci appartiene, sublime e toccante nella sua intensità. Nitida reminiscenza il gioco delle mani che richiamano la pulsione erotica, tu le accarezzi, baci, portandole alla bocca incontri il mio sguardo, mentre le anime, s’assaporano e desiderano. E ancor più sono, le passeggiate romantiche a piedi nudi sulla spiaggia, illuminati da una luna fatata, cogliendo la freschezza dell'onda che ci sfiora, mentre tenendomi la mano, bisbigli in silenzio, con occhi che brillano, tutto il tuo amore. Nel silenzio ci comprendiamo nel profondo, mentre sguardi intenti valicano la nostra anima. Oh mio uomo onda che cerchi rifugio costantemente in me, poggiandoti dolcemente sulla battigia, oggi tuo approdo, ove l’altura si distende leggiadra, sfiorandomi, travolgendomi, in questo mare pieno d’emozioni e grandi sogni, divenuti realtà, che resterà indelebile, eterno, come il nostro amore. Nell’infinito tempo, quando non ci saremo più, ed i nostri occhi non avranno luce per guardarsi, noi saremo sempre lì, come il primo giorno, abbracciati, io ti accoglierò con amore, tu riposerai eternamente in me, solo che ci prenderemo per mano con l’anima.
© -"Nicoletta Perrone"
Un paradiso di emozioni Osservo dall’alto monte, la città illuminata di mille colori, che costeggia lo stretto che ci separa dalla Calabria. Il leggero venticello s’infiltra tra i rami dei grandi pini, emanando un suono soave. Alle nostre spalle una chiesetta antica del 700 ci fa compagnia. Tu mi avvolgi con le braccia da dietro, stringendomi i fianchi. Mi sussurri parole sensuali, regalandomi un sogno che non ha confine, mentre annusi il mio profumo di muschio bianco, dolcemente. I miei occhi sono estasiati da questa visuale di quadro perfetto, che mi fa volare, quasi a toccare con le mani la luna piena che c’illumina. Le stelle attorniano questo scenario di cui noi siamo protagonisti. Amabilmente mi baci sul collo, scivolando con le mani lungo il mio corpo. Allungo la mano per sfiorare il tuo viso accostato al mio. Una sensazione d’appagamento mi conturba. Il vento ci sfiora dolcemente, mentre le nostre anime s’inebriano di piacere. Sembra che il mondo sia tutto quì, solo per noi. La luna si rispecchia nel mare, ondeggiando tra le sue sponde. Un veliero attraversa lo stretto di Messina, mentre il desiderio prende il sopravvento. Sento forte la tua voglia di me, mentre mi sussurri che sono tua. I miei occhi si chiudono davanti a questa meraviglia di spettacolo, quando all’improvviso… Le nostre labbra s’incontrano, annusano, appassionano verso il vortice che ci condurrà alla completezza dei sensi. Anima mia, un sogno senza confine mi hai donato, e oggi porto nel cuore per sempre.
© - "Nicoletta Perrone"
postato da: nicoleperrone alle ore 13:48 |
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categoria:poesia, amore, emozioni, desiderio di te
Eccomi Rea confessa
Ho scucito i rammendi
del mio orgoglio
Tra le mie dita ho dipanato
miglia e miglia di filo
per raggiungerti
attraverso un dedalo di ostacoli
che sola ho edificato,
smarrendo poi la mappa
Eccomi
Nuda, scalza,
discinta, scarmigliata.
Stanca
Guardami
Ho fatto una bonifica
alla mia terra arida
Adesso tocca a te
Fatti un giro dalle tue parti
Prendi il tuo cuore
e guardalo negli occhi
Scopri se è ancora in grado
di elargire un…
perdono
Devo essere supplice?
Devo essere in empi delitti complice? Devo forse qualcuno uccidere? Chiunque per far schiudere le tue labbra ebbre! Devo soffrire per alta febbre? Devo il mio cuore posare sul tuo palmo come su un altare? Qualunque cosa posso sacrificare per sentire delle tue mani la sapienza, la danza delle dieci bianche baccanti! Tutte le ragioni sono lasciate dinoccolanti, e deboli cedono di liberazione tutte le intenzioni davanti alle tue mille e una benedizioni.
Silenzi… Il silenzio avvolge gli echi profondi dell’anima. Ascolto il suono effimero nello sfiorarmi. Rifletto e comprendo. La mia anima non ha confine. Dubiti dei silenzi lunghi che ti avvolgono. Verità non compresa. Sono quì, e ci sarò per sempre, amore mio, fino a, quando avrò vita, gli occhi luminosità per guardarti, l’anima calore per amarti.
© - "Nicoletta Perrone"
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